Urla di dolore così silenziose da lacerarmi i polmoni
Il solito respiro che si trasforma in fuoco appena è dentro di me
Consumando, bruciando, incenerendo, lasciando solo rovine
Due, cinque, dieci, venti anni passati, non ha importanza
Poiché rimango sempre lo spettro sfuocato
Che parla ma non viene ascoltato
Che domanda ma non riceve risposta
Che anche con la faccia rigata di lacrime desta solo un minimo di preoccupazione
Per cui basta un sorriso finto male o un "sto bene" singhiozzato per tornare in sottofondo
Grido forte il mio dolore ma per voi è appena un sussurro fastidioso
I miei desideri, le mie preoccupazioni, i miei programmi, le mie aspettative
A nessuno importa se sono miei
A tutti importa se sono di chiunque altro
Cosa ho mai fatto per essere così insignificante?
Così poco importante
Così trasparente
Così inamabile
Così ignorata
Cosa ho mai fatto per essere me?
