Sunday, August 24, 2014

Fae Land

Nascondigli fatti di tralicci di vite
Pioggia di petali di rose e bolle di sapone
Danzando dieci piedi sopra il terreno, libera nel vento
Sopra l’erba verde che mi sfiora le piante nude dei piedi
Sotto nuvole che si incontrano e si separano formando mille figure
Tutto ciò che tocco riceve un po’ della mia magia
O tutto ciò che tocco mi dona un po’ della sua magia
Così con capelli che svolazzano senza vento
Mossi da spiriti fatati che soffiano invisibili
E pelle che vista di sfuggita sembra luccicare
Ma che razionalmente viene classificata come uno scherzo della vista

Con uno sguardo non umano e un mondo di fantasia ho costruito la mia realtà
Un universo di fate e magia in ogni piccola cosa
Ma cinismo e mancanza di immaginazione, sbuffi e lamenti distruggono tutto
Spezzandolo facilmente come fosse coperto dal più fine degli strati di zucchero caramellato
E mi riportano in questo mondo umano in cui la notte è fatta per dormire e non per i poeti

Ed allora io prego ed imploro
Oh Fate, che vivete dove l’erba verde danza per davvero
Dove i petali cadono apposta per adornarvi i capelli
Dove le nuvole vi sussurrano canti antichi e piovono su di voi bolle che riflettono tutti i colori dell’arcobaleno
Dove le notti sono riservate a bearsi della luna che brilla più intensa e maestosa di qualsiasi pezzo d’argento d’umana fattura
Riflettendosi sulle nostre pelli pallide e nei nostri occhi pieni di eterna meraviglia fino al sorgere del sole
Portatemi con voi, lasciatemi attraversare il varco
Vi entrerò senza mai guardarmi indietro
Certa che nulla di questo mondano mondo di cemento e banalità potrà mai mancarmi
Una fata in un mondo di mortali che nulla ha da spartire con loro
Agognando quel luccichio di magia
Che fingo di vedere in tutto
Che so non esistere in nulla
Arrampicandomi in cimma alla torre più alta nella mia testa per fuggire la realtà


Thursday, August 14, 2014

Hate myself

Avvolgermi in mille strati di tenebra
Sperando di nascondere tutta me stessa al momndo esterno
Sperando di nascondere ai miei occhi tutto il mondo esterno
Vorrei scavarmi una buca nella terra fredda
Sei metri sotto terra potrei dormire
Raggiungere uno stato così profondo del sonno dove il mio dolore non mi può trovare
Invece dondolo guardando la luna piena, una birra in mano
E ricordo che sono umana
Ricordo che respiro
Ricordo che quando sorgerà il sole dovrò vivere un altro giorno
Sorridere, mettere da parte le lacrime, soffocare l'odio, altrimenti non riesco a respirare
Ma non so quanti altri giorni potrò tenere tutto imbottigliato
Quando mi basta trovarmi davanti a un riflesso per vedere la cosa che odio di più
Dieperata, disillusa, persa, arresa, non so più cosa farmene di me stessa
Vorrei ritirarmi nelle tenebre così fitte che non posso vedere nulla, nemmeno me stessa
Scappare dal mio corpo, scappare dalla mia mente
Una lotta persa in partenza
Non posso più aggrapparmi a me stessa
La mia fragile forza è sbrindellata e non può trattenermi ulteriormente
Agonizzo un coma, la dolce morte che non arriverà
A portarmi via da questo dolore che brucia, come tagli inferti da un coltello rovente che rimane nella carne e non smette mai di ardere, consumandomi dall'interno
Tagli così brutali che non posso più respirare
Così in profondità che non riesco a smettere di sanguinare
Se solo fosse sangue vero il dolce sollievo della morte arriverebbe subito
Ma sono solo lacrime quelle che io verso
E nessuno mai è morto piangendo troppo


Finta fata

Un sorriso conquistato con cento sforzi
Tre parole per distruggerlo
E chiudo la porta forte dietro di me per creare il mio reame
E costruire la mia armatura
Abito di pizzo e pelle luccicante
Occhi di ghiaccio con tre centimetri di trucco nero
E la stessa stanza di sempre è all'interno di un palazzo
Le lampadine sono luci incantate
Ma è la stessa stanza di sempre
E rimango a guardare la pioggia al suono di canzoni tristi
Solo una finta fata in un mondo immaginario tenuto insieme da un filo tessuto dai ragni
Così sottile che tutta questa pioggia di lacrime lo spezzerà lasciando cadere il sogno
Già vacilla, s'infrangerà al suolo in mille pezzi
E aprendo gli occhi vedrò che tutto ciò che ho intorno non era mai cambiato per davvero
Solo una stupida bambina che spera che un travestimento e un po' di immaginazione potranno portarla via dal suo dolore
Quando questo vive in me e non posso sfuggirgli, per quanto lontano corra, per quanto tenacemente sogni


Tempesta

Un lampo di terrore
Un ruggito di rabbia
Spaventano le nuvole
Che piangono migliaia di lacrime
Spazzando via e rovesciando tutto sotto sopra
Le motagne collidono ed il cielo accende la luce
È un sussurro o è un tornado
Una manciata di stelle soffiata via, dispersa dal vento, non vedranno il cielo questa sera
Perché oggi lo spettacolo ha una sola protagonista
La Tempesta
E noi piccoli servitori umidi corriamo come formiche per ripararci
O ci facciamo trasportare dall'aria attraverso il temporale
Assorbendo l'energia statica
Bagnandoci fino al midollo
Scostando le foglie che brutalmente sono state strappate dagli alberi e ci schiaffeggiano il viso
Sento la paura serpeggiare tra le case, nei vicoli, nei cuori deboli
Ma calma e leggermente estasiata mi lascio cullare dal potere devastante


Sogni

A cosa serve chiudere gli occhi se persone momenti luoghi frasi liti paure avvenimenti-tutto il mio passato
Vive proprio dietro le mie palpebre?
Potrei cementare la mia porta
Potrei correre per sempre
Ma quanto lontano devo arrivare per sfuggire a ciò che mi tormenta
Quando ogni volta che mi addormento ricado tra le grinfie
Di tutto ciò da cui sto scappando?