01.11.2009 03.45
Emily,
è appena successa una cosa incredibile, e devo assolutamente dirlo a qualcuno. Eccetto che non posso dirlo perché urlerei frasi sconnesse, quindi devo scrivere, e se non scrivo a te, a chi? Guarda bene data e ora: sono appena tornata da una festa di Halloween assolutamente favolosa. L’ha organizzata Alice, ti ricordi la ragazza con i capelli verdi e i tre piercing al labbro? Sa come organizzare una festa: è riuscita ad avere l’autorizzazione per affittare il vecchio maniero, o quello che noi chiamiamo il vecchio maniero. In pratica era la casa del custode del cimitero, prima che il comune installasse delle videocamere di sorveglianza e il custode è diventato superfluo (in verità è morto qualche mese dopo, quindi il tempismo è stato perfetto), e sta cadendo a pezzi. Inizialmente il sindaco non voleva, dicendo che potrebbe essere pericolante, ma alla fine ha accettato. Sto divagando: dicevamo? Ah già, la festa: ha preso la sua Visa e un catalogo di decorazioni (e il numero di una ditta di catering) e ha trasformato la casa in un castello stregato, nella dimora di un vampiro, insomma il luogo dove tutte noi vorremmo sposarci e vivere con il nostro principe oscuro. E qua la faccenda si fa interessante: dopo aver ondeggiato per un po’ al suono di gothic band norvegesi e altro, stavo morendo di caldo, così ho cambiato stanza, cercandone una deserta. Era davvero stupenda, piena di ragnatele e con pipistrelli meccanici che svolazzavano sul soffitto, illuminata da centinaia di candele elettriche (candele vere avrebbero ridotto la casa in cenere in pochi minuti). Ero lì da un paio di minuti, bevevo questo magnifico punch che ha preparato il servizio di catering, una roba con un misto di assenzio, cannella e succo di ribes (in modo da dargli un bel color sangue) quando entra un ragazzo. Ti ricordi che ti dicevo che quando avrei trovato il mio principe oscuro, il mio angelo maledetto, il mio amore delle tenebre, sarebbe bastato un attimo a capirlo? Uno sguardo? Ebbene così è stato. Ci siamo fissati per qualche minuto senza dire niente, poi lui ha sorriso e mi ha detto –Finalmente.- Tutto lì. Sapeva già che avrei capito. Abbiamo passato il resto della serata a parlare delle nostre vite, di cosa facciamo e di cosa abbiamo fatto. Mi sembrava di assistere al momento in cui due tasselli di puzzle finalmente si incastrano. Alla fine l’ho trovato anch’io. Il mio principe oscuro.
Xandra
03.11.2009 19.58
Emily,
lo so, è assurdo. Ci siamo visti il giorno dopo (o per meglio dire il giorno stesso visto che quando ti scrivevo era già domenica), e anche il giorno dopo: ero al lavoro ed è entrato in negozio. Perfino Chlaus l’ha capito subito, ha detto che avvertiva l’energia che irradiava, che gli colorava l’aura di un rosso intenso. Daemon (hai ragione, non ti avevo detto come si chiama), Daemon non crede a tutte queste cose Wicca, e sinceramente nemmeno io ci credo molto, anche se lavorando in una libreria Wicca sarà meglio che non lo dica troppo forte. Non è proprio che non ci credo, diciamo solo che non ci credo così tanto come Chlaus. Ad ogni modo ieri sera mi ha portato a fare un giro in macchina, e indovina cosa guida: un autentico carro funebre di seconda mano. È come se il ragazzo che ho sempre sognato fosse improvvisamente diventato realtà. Abbiamo girato per le colline, poi si è fermato in uno spiazzo e siamo rimasti a guardare le stelle, con i Tristania in sottofondo. Non so per quanto tempo, senza dire una parola, non ne serviva alcuna. Ha intrecciato le dita alle mie e siamo rimasti lì. È come vedere me stessa in un altro corpo, come se la mia anima fosse stata divisa in due parti e avessi ritrovato quella mancante. Pensare per quanto tempo mi son sentita sola, mi son sentita disperata, poi di colpo tutto è cambiato, il 25 maggio. Ho incontrato Alice, ho conosciuto te, ho trovato il lavoro al Magicah Illusion, tutti i pezzi sono andati a posto.
Xandra
11.11.2009 15.30
Emily,
sono davvero contenta per te. Che mi dici del concerto? Pensi che verrai? Io e Daemon andremo di sicuro, e anche Alice e Alex, assieme a Victoria e Kal, eccetera. Lo so che Jamie fa degli orari assurdi di lavoro, ma prova a convincerlo. Fino a due settimane fa ti avrei detto di venire senza di lui, ma ora capisco come ti senti: non mi godrei la serata senza Daemon. Ieri difatti abbiamo organizzato una serata fra sole ragazze, ma per tutto il tempo sentivo che mancava qualcosa. Siamo andate al cinema, e per quanto il film fosse pieno di morti viventi, sangue e musiche spettrali, mi sembrava incompleto. Tutte quante si sentivano così. Poi abbiamo deciso di chiamare i ragazzi e siamo andate all’Infernus. Fino a qualche mese fa non sapevo nemmeno che esistesse quel posto, e sinceramente non so come potessi non saperlo. Insomma, un club goth non passa di certo inosservato, no? Ma quel 25 maggio ho conosciuto Alice e la sera stessa siamo andate là. Come ho sempre detto, era tutto predestinato.
Xandra
25.11.2009 21.56
Emily,
è stato stupendo rivederti. Stavi davvero bene. Lo so che te l’ho già detto, ma tra l’euforia generale c’è stato poco tempo per parlare davvero. Son contenta che hai finalmente visto Daemon. Hai ragione, non ti avevo nemmeno raccontato come è fatto, ma quando ti ho detto che è esattamente ciò che sognavo dovevi capirlo: capelli neri, occhi grigi e pelle pallida. La sera dopo siamo andati al cimitero sulla collina, abbiamo scavalcato la recinzione (come abbiamo fatto io e te un sacco di volte) e ci siamo sdraiati su una tomba. Mi ha preso tra le braccia e canticchiava al mio orecchio, mentre guardavamo le nuvole rincorrersi in cielo, stagliarsi nella notte. Poi mi ha raccontato un sacco di cose di sé, di quand’era piccolo, di quando ha perso i genitori. È incredibile che siamo entrambi orfani, ma suppongo sia normale: per trovarci, perché ci fossimo solo l’uno per l’altro, dovevamo essere completamente soli. Tranne il fatto che ora non lo siamo più. Ho ricominciato a dipingere: mi circondo di secchi di vernice, nero, grigio, verde scuro, blu elettrico, viola intenso, rosso sangue. Accendo una canzone e lascio che tutto ciò che provavo mi scorra dentro, finché non penso più, immergo il pennello a caso e frusto la tela, urlando di rabbia. Il risultato è davvero spettacolare. Per la prima volta l’ho fatto vedere a qualcuno: Daemon dice che è meraviglioso. Avverte quanto dolore c’è dentro, e mi ha promesso che non permetterà mai più a nessuno di farmi stare male, mi ha promesso che non sarò mai più sola. Pensavo che bastasse essere felici per poter lasciarsi tutto indietro, ma mi ha spiegato che per liberarmi del dolore e della rabbia devo farli uscire dalla mia mente, attraverso il mio corpo, ed è questo che sto facendo: dopo ogni quadro mi sento più leggera, serena, in pace, come se veramente avessi tolto un peso dalla mia anima. Questa sera c’è una luna favolosa. Ho dormito di fianco a Daemon, la testa sulla sua spalla, la mano sul suo cuore ad ascoltare i battiti regolari.
Xandra
26.11.2009 22:19
Emily,
di felicità si può morire? Ho passato la giornata più bella della mia vita. Daemon sembra troppo meraviglioso per essere vero… Sapevo che alla fine tutto si sarebbe risolto. Non è possibile che una persona che ha solo voglia di amare e non ha mai fatto male a nessuno riceva così tanto dolore. Non era possibile e basta. Per fortuna è andato tutto a posto. Sono innamorata, sono felice. Ti voglio bene.
Xandra
Referto medico
Data: 26.11.2009
Paziente: Alexandra Raven
Data di ricovero: 25.05.2009
Causa del ricovero: dopo un ulteriore, grave conflitto a scuola, dove la paziente veniva continuamente derisa ed isolata dai coetanei, la ragazza ha avuto un crollo psicologico, entrando in uno stato di catatonia per diversi giorni. Ha ricominciato a parlare e muoversi dopo il quinto giorno di internamento, ma interagiva solamente con persone immaginarie. Dai pochi discorsi confusi era molto difficile intuire di più, la paziente è quindi stata messa sotto costante osservazione.
Aggiornamento: il ritrovamento di diversi fogli di carta scritti a mano dalla paziente, lettere ad una immaginaria Emily, dimostrano come nella sua mente abbia ricostruito una realtà alternativa: il giorno in cui non è più riuscita a sopportare la solitudine, l’assenza di amici e di un fidanzato, e di comprensione da parte di coetanei e genitori, lo segna come il giorno in cui ha invece conosciuto un gruppo di ragazze con il suo stile che sono eventualmente diventate sue amiche. Nella sua realtà ha ora un fidanzato, un lavoro, diverse amicizie, ha risolto il problema dei genitori definendosi orfana, e sfoga il dolore precedente dipingendo. Ogni contatto con il mondo reale è impossibile da far penetrare all’interno della sua psiche, nessun medicamento o seduta di terapia ha finora avuto effetto. Questa condizione è stata interpretata come un meccanismo di difesa della sua stessa mente, che incapace di sopportare ciò che la feriva ha avuto la meglio sul corpo e su tutti i sensi e stimoli esterni, bloccandoli e ingannandoli.
Dr. Anthony Lightwood
Ospedale Psichiatrico statale di Hartford, Connecticut
Emily,
è appena successa una cosa incredibile, e devo assolutamente dirlo a qualcuno. Eccetto che non posso dirlo perché urlerei frasi sconnesse, quindi devo scrivere, e se non scrivo a te, a chi? Guarda bene data e ora: sono appena tornata da una festa di Halloween assolutamente favolosa. L’ha organizzata Alice, ti ricordi la ragazza con i capelli verdi e i tre piercing al labbro? Sa come organizzare una festa: è riuscita ad avere l’autorizzazione per affittare il vecchio maniero, o quello che noi chiamiamo il vecchio maniero. In pratica era la casa del custode del cimitero, prima che il comune installasse delle videocamere di sorveglianza e il custode è diventato superfluo (in verità è morto qualche mese dopo, quindi il tempismo è stato perfetto), e sta cadendo a pezzi. Inizialmente il sindaco non voleva, dicendo che potrebbe essere pericolante, ma alla fine ha accettato. Sto divagando: dicevamo? Ah già, la festa: ha preso la sua Visa e un catalogo di decorazioni (e il numero di una ditta di catering) e ha trasformato la casa in un castello stregato, nella dimora di un vampiro, insomma il luogo dove tutte noi vorremmo sposarci e vivere con il nostro principe oscuro. E qua la faccenda si fa interessante: dopo aver ondeggiato per un po’ al suono di gothic band norvegesi e altro, stavo morendo di caldo, così ho cambiato stanza, cercandone una deserta. Era davvero stupenda, piena di ragnatele e con pipistrelli meccanici che svolazzavano sul soffitto, illuminata da centinaia di candele elettriche (candele vere avrebbero ridotto la casa in cenere in pochi minuti). Ero lì da un paio di minuti, bevevo questo magnifico punch che ha preparato il servizio di catering, una roba con un misto di assenzio, cannella e succo di ribes (in modo da dargli un bel color sangue) quando entra un ragazzo. Ti ricordi che ti dicevo che quando avrei trovato il mio principe oscuro, il mio angelo maledetto, il mio amore delle tenebre, sarebbe bastato un attimo a capirlo? Uno sguardo? Ebbene così è stato. Ci siamo fissati per qualche minuto senza dire niente, poi lui ha sorriso e mi ha detto –Finalmente.- Tutto lì. Sapeva già che avrei capito. Abbiamo passato il resto della serata a parlare delle nostre vite, di cosa facciamo e di cosa abbiamo fatto. Mi sembrava di assistere al momento in cui due tasselli di puzzle finalmente si incastrano. Alla fine l’ho trovato anch’io. Il mio principe oscuro.
Xandra
03.11.2009 19.58
Emily,
lo so, è assurdo. Ci siamo visti il giorno dopo (o per meglio dire il giorno stesso visto che quando ti scrivevo era già domenica), e anche il giorno dopo: ero al lavoro ed è entrato in negozio. Perfino Chlaus l’ha capito subito, ha detto che avvertiva l’energia che irradiava, che gli colorava l’aura di un rosso intenso. Daemon (hai ragione, non ti avevo detto come si chiama), Daemon non crede a tutte queste cose Wicca, e sinceramente nemmeno io ci credo molto, anche se lavorando in una libreria Wicca sarà meglio che non lo dica troppo forte. Non è proprio che non ci credo, diciamo solo che non ci credo così tanto come Chlaus. Ad ogni modo ieri sera mi ha portato a fare un giro in macchina, e indovina cosa guida: un autentico carro funebre di seconda mano. È come se il ragazzo che ho sempre sognato fosse improvvisamente diventato realtà. Abbiamo girato per le colline, poi si è fermato in uno spiazzo e siamo rimasti a guardare le stelle, con i Tristania in sottofondo. Non so per quanto tempo, senza dire una parola, non ne serviva alcuna. Ha intrecciato le dita alle mie e siamo rimasti lì. È come vedere me stessa in un altro corpo, come se la mia anima fosse stata divisa in due parti e avessi ritrovato quella mancante. Pensare per quanto tempo mi son sentita sola, mi son sentita disperata, poi di colpo tutto è cambiato, il 25 maggio. Ho incontrato Alice, ho conosciuto te, ho trovato il lavoro al Magicah Illusion, tutti i pezzi sono andati a posto.
Xandra
11.11.2009 15.30
Emily,
sono davvero contenta per te. Che mi dici del concerto? Pensi che verrai? Io e Daemon andremo di sicuro, e anche Alice e Alex, assieme a Victoria e Kal, eccetera. Lo so che Jamie fa degli orari assurdi di lavoro, ma prova a convincerlo. Fino a due settimane fa ti avrei detto di venire senza di lui, ma ora capisco come ti senti: non mi godrei la serata senza Daemon. Ieri difatti abbiamo organizzato una serata fra sole ragazze, ma per tutto il tempo sentivo che mancava qualcosa. Siamo andate al cinema, e per quanto il film fosse pieno di morti viventi, sangue e musiche spettrali, mi sembrava incompleto. Tutte quante si sentivano così. Poi abbiamo deciso di chiamare i ragazzi e siamo andate all’Infernus. Fino a qualche mese fa non sapevo nemmeno che esistesse quel posto, e sinceramente non so come potessi non saperlo. Insomma, un club goth non passa di certo inosservato, no? Ma quel 25 maggio ho conosciuto Alice e la sera stessa siamo andate là. Come ho sempre detto, era tutto predestinato.
Xandra
25.11.2009 21.56
Emily,
è stato stupendo rivederti. Stavi davvero bene. Lo so che te l’ho già detto, ma tra l’euforia generale c’è stato poco tempo per parlare davvero. Son contenta che hai finalmente visto Daemon. Hai ragione, non ti avevo nemmeno raccontato come è fatto, ma quando ti ho detto che è esattamente ciò che sognavo dovevi capirlo: capelli neri, occhi grigi e pelle pallida. La sera dopo siamo andati al cimitero sulla collina, abbiamo scavalcato la recinzione (come abbiamo fatto io e te un sacco di volte) e ci siamo sdraiati su una tomba. Mi ha preso tra le braccia e canticchiava al mio orecchio, mentre guardavamo le nuvole rincorrersi in cielo, stagliarsi nella notte. Poi mi ha raccontato un sacco di cose di sé, di quand’era piccolo, di quando ha perso i genitori. È incredibile che siamo entrambi orfani, ma suppongo sia normale: per trovarci, perché ci fossimo solo l’uno per l’altro, dovevamo essere completamente soli. Tranne il fatto che ora non lo siamo più. Ho ricominciato a dipingere: mi circondo di secchi di vernice, nero, grigio, verde scuro, blu elettrico, viola intenso, rosso sangue. Accendo una canzone e lascio che tutto ciò che provavo mi scorra dentro, finché non penso più, immergo il pennello a caso e frusto la tela, urlando di rabbia. Il risultato è davvero spettacolare. Per la prima volta l’ho fatto vedere a qualcuno: Daemon dice che è meraviglioso. Avverte quanto dolore c’è dentro, e mi ha promesso che non permetterà mai più a nessuno di farmi stare male, mi ha promesso che non sarò mai più sola. Pensavo che bastasse essere felici per poter lasciarsi tutto indietro, ma mi ha spiegato che per liberarmi del dolore e della rabbia devo farli uscire dalla mia mente, attraverso il mio corpo, ed è questo che sto facendo: dopo ogni quadro mi sento più leggera, serena, in pace, come se veramente avessi tolto un peso dalla mia anima. Questa sera c’è una luna favolosa. Ho dormito di fianco a Daemon, la testa sulla sua spalla, la mano sul suo cuore ad ascoltare i battiti regolari.
Xandra
26.11.2009 22:19
Emily,
di felicità si può morire? Ho passato la giornata più bella della mia vita. Daemon sembra troppo meraviglioso per essere vero… Sapevo che alla fine tutto si sarebbe risolto. Non è possibile che una persona che ha solo voglia di amare e non ha mai fatto male a nessuno riceva così tanto dolore. Non era possibile e basta. Per fortuna è andato tutto a posto. Sono innamorata, sono felice. Ti voglio bene.
Xandra
Referto medico
Data: 26.11.2009
Paziente: Alexandra Raven
Data di ricovero: 25.05.2009
Causa del ricovero: dopo un ulteriore, grave conflitto a scuola, dove la paziente veniva continuamente derisa ed isolata dai coetanei, la ragazza ha avuto un crollo psicologico, entrando in uno stato di catatonia per diversi giorni. Ha ricominciato a parlare e muoversi dopo il quinto giorno di internamento, ma interagiva solamente con persone immaginarie. Dai pochi discorsi confusi era molto difficile intuire di più, la paziente è quindi stata messa sotto costante osservazione.
Aggiornamento: il ritrovamento di diversi fogli di carta scritti a mano dalla paziente, lettere ad una immaginaria Emily, dimostrano come nella sua mente abbia ricostruito una realtà alternativa: il giorno in cui non è più riuscita a sopportare la solitudine, l’assenza di amici e di un fidanzato, e di comprensione da parte di coetanei e genitori, lo segna come il giorno in cui ha invece conosciuto un gruppo di ragazze con il suo stile che sono eventualmente diventate sue amiche. Nella sua realtà ha ora un fidanzato, un lavoro, diverse amicizie, ha risolto il problema dei genitori definendosi orfana, e sfoga il dolore precedente dipingendo. Ogni contatto con il mondo reale è impossibile da far penetrare all’interno della sua psiche, nessun medicamento o seduta di terapia ha finora avuto effetto. Questa condizione è stata interpretata come un meccanismo di difesa della sua stessa mente, che incapace di sopportare ciò che la feriva ha avuto la meglio sul corpo e su tutti i sensi e stimoli esterni, bloccandoli e ingannandoli.
Dr. Anthony Lightwood
Ospedale Psichiatrico statale di Hartford, Connecticut
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