Wednesday, February 12, 2014

Nascosta dietro un velo di oscurità cammino in punta di piedi
Mentre tutti dormono sonni felici
Io mi consumo nel dolore
Sono così sola
E sono così triste
Ma nessuno lo capisce
Anche se lo scrivo in lettere enormi dappertutto
Le stelle tanto lontane mi guardano
Vorrei mi portassero via
Vorrei mi facessero piovere addosso felicità
Vorrei saltare via da qui e volare lontano lasciandomi tutto alle spalle
Vorrei addormentarmi e non svegliarmi mai più
Vorrei tornare in vita in un mondo felice
Ma qui sono incatenata e come al solito con un sospiro di rassegnazione caccio quelle fantasie
E mi preparo per andare a letto, come sempre
Per svegliarmi domattina, come sempre
Con la voglia di rimanere sotto le coperte a piangere, come sempre
E affrontare un'altra giornata lottando contro il dolore per arrivare a sera

Come sempre.


Inforno una torta di tristezza
Nelle fauci più oscure dell'inferno
È fatta con la polvere nera delle stelle
Ciò che ne rimane quando muoiono
Aggiungo sogni infranti e speranze rotte
Qualche lacrima, nuvole di dolore
E la osservo bruciare nel buio
Per decorarla non manca altro che il sangue delle mie vene

La mia torta per dire addio al mondo.


Sunday, February 9, 2014

Potrei correre scappare volare migliaia di chilometri
Dove nessuno mi conosce
Inventare un'altra me stessa
Ed indossarla ogni giorno
Sorridere e parlare con gli sconosciuti
Oltre le montagne e attraverso sette mari
Ma i demoni continuerebbero a trovarmi
Perché nessun posto sarà abbastanza lontano per sfuggire
A ciò che vive nella mia testa e mi divora dall'interno


Mi sveglio e voglio solo rimettermi a dormire
Agognante di quello stato di incoscienza in cui non ci sono dolore preoccupazioni responsabilità odio cattiveria solitudine malinconia tristezza lacrime
Soffoco la luce e creo le tenebre
Mi avvolgo mille volte nelle lenzuola e formo il mio bozzolo
Sicurezza ed oscurità solamente
La realtà rimane all'esterno

Prendimi nuovamente dolce oblio dove i miei pensieri non possono raggiungermi


Sunday, February 2, 2014

Persa in un deserto, qualcuno mi soffia un po' di sabbia contro, ridendo, senza cattiveria, ed un pezzo di vetro mi colpisce, piccolo come un granello ma grande abbastanza da attraversare la carne e ferire il cuore, e su quella distesa dorata il sangue si mescola alle lacrime.
Perché piangi? mi chiede Emily Nine. Era solo un granello.
Lo so. Ma mi ha fatto sanguinare.
Nessuno sanguina per una cosa tanto piccola.
Io sì.
Ma come possono saperlo coloro che soffiano la sabbia?
Non lo sanno perché è impossibile sanguinare per una cosa tanto piccola.
Se lo sapessero non la soffierebbero?
Non lo so, Emily. Non lo so. So solo che sanguino, ma tu sola vedi gemme scarlatte sulla mia pelle e acqua nei miei occhi, perché il vento mi avvolge nella sabbia e nessun altro vede.
Se vedessero si fermerebbero a guarirti?
Credo di no, Emily. Perché dovrebbero? Non capirebbero comunque perché sanguino, un granello è troppo piccolo per fare tutto questo male.
Ma non sei sola, io capisco le tue lacrime e sono qui con te, guarirò la tua ferita e ti terrò la mano fino a quando le tue lacrime si asciugheranno. Io ti farò stare meglio.
Non puoi, Emily.
Perché?
Perché tu non esisti.
Sono di fronte a te.
No, sei dentro di me, nella mia testa. Questo e null'altro.
Ed un altro frammento di vetro va a conficcarsi lì, in profondità nel mio cuore, procurando un altro taglio, una nuova ferita in un cuore a brindelli che porto battente nel petto, pieno di schegge di vetro e grondante sangue, che nessuno può vedere. Persa nel deserto dipingo un sorriso sul mio volto quando mi colpiscono con la sabbia. Se lo fanno per ferirmi non devono sapere di esserci riusciti. Se lo fanno senza cattiveria non devono sapere che un granello può uccidermi. Nessuno capirebbe, tranne la ragazza la cui mano pallida stringe la mia, la ragazza che nessuno può vedere perché vive nella mia testa. E le sue mani eteree non possono fermare il sangue perché premendo sulla ferita il flusso di rubini le passa solo attraverso.